LE ORIGINI DELLA MONETA E LA POLITICA MONETARIA. GRIERSON, INGHAM E LA MONETA DI CONTO

di Jacopo Foggi

«Forse potremmo delucidare la distinzione tra moneta e moneta di conto affermando che la moneta di conto è la descrizione, o il titolo, e la moneta è la cosa che corrisponde a siffatta descrizione. Ora, se la stessa cosa corrispondesse sempre alla stessa descrizione, tale distinzione non avrebbe alcun interesse pratico. Ma se la cosa può cambiare, mentre la descrizione rimane la stessa, allora la descrizione può diventare assai significativa. Tale differenza è simile a quella che intercorre tra il Re di Inghilterra, chiunque egli possa essere, e re Giorgio. Un contratto che stabilisca un pagamento fra dieci anni di un peso d’oro equivalente al peso del re d’Inghilterra non è affatto lo stesso di un contratto in cui si stipuli di pagare un peso d’oro equivalente al peso di re Giorgio. E’ prerogativa dello Stato dichiarare, quando giunge il momento opportuno, chi sia il Re d’Inghilterra.»1

Introduzione

Quale rilevanza può mai avere una ricerca di un numismatico come Philip Grierson sulle origini del concetto di moneta, per i dilemmi in cui si dibatte la politica monetaria nel XXI secolo? E cosa c’entrano gli antichi imperi mesopotamici ed egiziani rievocati da Geoffrey Ingham, e le tribù semi-nomadi del Nord-Europa di epoca romana, con i nostri problemi economici? Per quanto possa a prima vista apparire bizzarro, in realtà il legame è presto detto, e dopotutto neanche tanto remoto. Naturalmente non si tratta di far dipendere proposte politiche che è possibile avanzare per i giorni nostri dalle origini di un’istituzione come quella monetaria, avvenuta in contesti storici completamente diversi e probabilmente mai conoscibili interamente, quanto piuttosto della possibilità di far emergere elementi utili ad una comprensione teorica più adeguata della moneta in quanto istituzione sociale.

L’attualizzazione di ricerche sulle origini di un’istituzione sembrano inevitabilmente avere la funzione di dare una maggiore legittimità a preferenze valoriali, fornendo loro profondità storica in funzione strettamente ideologica (Goodhart 1998). Si tratta quindi di tenersi lontani dai rischi di anacronismo, e di restare sulla strada del contributo ad un’analisi che può aggiungere elementi e pluralità di prospettive alla comprensione della “natura della moneta” e al ruolo e alla funzione che essa svolge nella società.

In particolare, procedendo principalmente sulla linea dell’importante studio del sociologo di Cambridge Geoffrey Ingham ‘La natura della moneta’, tra gli autori che più di tutti negli ultimi decenni si è speso nel tentativo di costruire una sintesi di diversi filoni di ricerca interdisciplinari, tracceremo in modo inevitabilmente molto schematico le differenze basilari tra i due principali approcci allo studio della moneta e dell’attività del suo governo, connettendoli alle problematiche dell’attualità2. Tra l’approccio sicuramente dominante, cosiddetto “metallista”, in quanto afferma che il valore della moneta è essenzialmente derivato direttamente o indirettamente dal metallo prezioso; e l’approccio che viene definito “nominalista” o “cartalista”, in quanto sostiene che l’accettazione e la validità della moneta, e in seconda battuta il suo valore, non derivano da caratteristiche intrinseche e materiali dei mezzi di scambio ma da una dichiarazione pubblica in merito alla loro utilità per il pagamento di debiti, in particolare verso lo stato o l’istituzione politica sovrana in generale, tale da determinarne così la loro validità generalizzata.

Di quest’ultimo approccio adotteremo una sintesi utile a specificare sia l’analisi dell’effettiva dinamica degli scambi, che l’importanza del significato politico della gestione della moneta (Lavoie 2011; Wray 2004; Ingham 2004). Vedremo infatti che evidenziare l’importanza della moneta di conto nelle funzioni monetarie conduce ad una diversa enfasi negli strumenti e nei fini della politica monetaria, e consente di entrare maggiormente nei concreti meccanismi sociali delle dinamiche monetarie effettive e nella conflittualità delle relazioni che le determinano.

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Autore: Jacopo foggi - CSEPI