LE POLITICHE ECONOMICHE IN GRECIA 2009-2013

di Christian Dalenz

Nel seguente articolo mostreremo come tra il 2009 e il 2013 in Grecia:

- le politiche di austerità siano state molte e molto dure;

- la Troika prevedeva un impatto molto inferiore rispetto a quello che si è verificato;

- la svalutazione interna del lavoro è stata la strategia ufficiale perseguita, e non ha avuto successo;

- le problematiche socioeconomiche verificatesi fino al 2013 siano state molto serie.

Nell'Ottobre 2009, il nuovo governo greco, nominato in seguito ad elezioni, afferma che il rapporto deficit/PIL previsto per l'anno allora in corso sarebbe arrivato al 12,5%, di molto superiore a quanto affermato dal governo precedente1 [come da tabella 1.7, i dati Eurostat indicano che la cifra effettiva risulta ancora superiore: 15,7%]. Il tasso di rendimento sui titoli di Stato greci con scadenza a 10 anni ricominciò ad aumentare considerevolmente negli ultimi mesi dell'anno, arrivando quasi al 6% a Dicembre 2009.

 

Tutte le agenzie abbassavano nel frattempo il rating dei titoli greci.

Tale situazione fece preoccupare le istituzioni europee: in particolare a Dicembre 2009 il Consiglio per gli Affari Economici e Finanziari (ECOFIN) segnalava che la Grecia non stava facendo sforzi sufficienti per mettere in sicurezza il proprio bilancio pubblico, come già era stato richiesto a Luglio dello stesso anno, quando fu aperta una Procedura per Deficit Eccessivo2.

Il nuovo governo decise allora di avviare un duro percorso di risanamento.

E' possibile riassumere i più importanti provvedimenti di austerità presi in alcuni passaggi, i cosiddetti austerity rounds3:

-Il primo round fu nel Febbraio 2010, e prevedeva blocco di assunzioni e tagli del 10% negli straordinari e in altri benefit nel settore pubblico;

-Il secondo round è del Marzo 2010, Legge di Protezione Economica, che prevedeva:

riduzione dei benefit erogati a Natale, Pasqua e per le aspettative di lavoro;

taglio del 12% in altri benefit;

taglio del 7% negli stipendi pubblici e privati;

aumento delle aliquote IVA;

aumento del 15% delle tasse sul petrolio;

aumenti tra il 10% e il 30% delle tasse sulle importazioni delle macchine più acquistate dall'estero (presumibilmente, quelle soggette a domanda elasticamente più rigida);

restaurazione del precedente regime di revisione delle auto e di mantenimento delle case, senza eccezioni.

Non essendo sufficienti le misure prese fino a questo punto nel contenere conti pubblici e tasso d'interesse dei titoli di Stato, il governo greco si vide costretto,ad Aprile 2010, a richiedere assistenza finanziaria all'Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale. Il prestito che fu erogato alla Grecia ammontava in tutto a 110 miliardi di € (80 provenienti da prestiti bilaterali dei Paesi dell'Eurozona, e 30 dal FMI), da consegnare in più tranche. Di questa cifra, 10 miliardi erano destinati esclusivamente al settore finanziario tramite il sistema Emergency Liquidity Assistance.

Nel momento in cui prendeva tali impegni, il governo greco smise contestualmente di emettere titoli di Stato sul mercato primario.

- Il terzo round nacque dall'accordo preso tra il governo greco e la c.d. "Troika": Commissione Europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale, formalizzato con il Memorandum of Understanding on Specific Economic Policy Conditionality4.

Le misure per la riduzione del deficit e per sostenere il debito pubblico furono prese a Maggio 2010, e furono molte e particolarmente incisive:

  • ulteriore taglio dell'8% negli stipendi pubblici (3% in quelli nelle imprese pubbliche del gruppo DEKO);

  • limite di 1000€ introdotto nei bonus biennale ed abolizione totale per gli stipendi superiori ai 3000€;

  • limite di 500€ al mese sulle tredicesime e quattordicesime degli impiegati pubblici, abolizione per gli stipendi superiori ai 3000€;

  • tassa speciale sulle pensioni più alte;

  • tasse straordinarie sui profitti delle grandi imprese;

  • rivalutazione catastale degli immobili, con conseguente aumento di tasse;

  • cambiamenti nelle leggi riguardanti i licenziamenti [(riduzione delle tutele dal licenziamento e diminuzione del salario minimo)] e gli straordinari; [diminuzione del salario minimo] ;

  • ulteriore aumento delle aliquote IVA;

  • aumento del 10% delle tasse sui beni di lusso, sulla benzina, sulle sigarette e sugli alcolici;

  • equalizzazione delle età pensionabili delle donne con quelle degli uomini;

  • adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita;

  • innalzamento delle età pensionabili del settore pubblico da 61 a 65 anni;riduzione delle imprese pubbliche da 6000 a 2000;riduzione delle municipalità da 1000 a 400.

Inoltre il Memorandum conteneva una lista di riforme strutturali che la Grecia si impegnava ad applicare, riguardanti la pubblica amministrazione, il mercato del lavoro, il sistema pensionistico, la sanità, il sistema imprenditoriale, promozione degli investimenti dall'estero e uso del Fondo Strutturale e di Coesione europeo.

Durante il 2010 si ottenne, in alcuni momenti, il risultato di abbassare la tensione dei mercati sul tasso di rendimento sui titoli di stato; in particolare a Maggio, grazie all'accordo preso con la Troika, e ad Ottobre. Ma negli ultimi due mesi dell'anno il tasso riprese a salire, e continuò a seguire questo andamento anche nel 2011.

- Il quarto round avvenne a seguito di forti preoccupazioni riguardanti i tassi di rifinanziamento del debito pubblico, preoccupazione che venivano segnalate con insistenza dalla "Troika". Le misure che il governo intendeva porre in essere per venire incontro alle richieste europee causarono in questo passaggio anche instabilità politica nell'allora partito di maggioranza in Parlamento, il PASOK del premier Papandreou. Ciononostante, il 29 Giugno 2011 il Parlamento greco approvò ugualmente, seppure senza il voto di alcuni deputati facenti parte della maggioranza di governo, un pacchetto legislativo denominato Programma di Strategia Fiscale di medio termine, comprendente:

- privatizzazione di asset pubblici e di proprietà del governo greco, per un valore di 50 miliardi di €; creazione di una speciale agenzia pubblica a questo dedicata;

- aumento delle aliquote di tassazione per i redditi superiori a 8000 €;

- tassazione extra per i redditi superiori a 12000€;

- aumento dell'IVA per gli immobili e per i beni prodotti nel settore della ristorazione;

- aumento degli importi dovuti da professionisti e commercianti;

- contributo speciale di solidarietà del 2% per il contrasto della disoccupazione;

- contributo speciale da parte dei Pensionati Ausiliari, da dedurre mensilmente;

- aumento della riduzione delle pensioni (dal 4% al 10% alle nuove percentuali dal 6% al 14%);

- riduzione del 20% degli stipendi privati stabiliti nei contratti nazionali di lavoro per coloro che hanno scarsa esperienza professionale.

Le agenzie di rating però continuavano ad abbassare il livello delle loro valutazioni sulla sostenibilità del debito pubblico greco5, e il rendimento dei titoli di stato greci continuavano a salire: nella seconda metà del 2011 si arrivò a ridosso del 40% di interesse che il governo avrebbe dovuto corrispondere ai creditori.

-Si ritenne perciò necessario, a febbraio 2012, un quinto round di austerità che potesse rappresentare un provvedimento credibile per l'Unione Europea al fine di ottenere un ulteriore finanziamento di 109 miliardi di €, aumentati fino a 164,5 miliardi di € con gli accordi di Novembre 2012 (144,7 pagati dai fondi FESF e FESM, 19,8 dall'FMI) e la proroga della maturità dei prestiti ottenuti da FESF e FESM6. L'accordo prevedeva anche il coinvolgimento del settore privato attraverso il Private Sector Involvement, finalizzato a Febbraio 2012; con esso si prevedeva di tagliare l'ammontare del debito dovuto (haircut), attraverso lo scambio dei bond in possesso dei privati coinvolti con bond emessi dal governo greco aventi valore del 31,5% dei bond precedentemente acquistati e con titoli emessi dall'EFSF aventi valore del 15% dei bond precedenti7. Si tratta della più grande rinegoziazione di debito pubblico mai effettuata, dal valore di circa 206 miliardi di €: secondo le stime di Zettelmeyer, Trebesch e Gulati, il taglio medio effettivo subito dai creditori si aggira tra il 59% e il 65%8.

Le misure prevedevano9:

- taglio del 22% del salario minimo (da 750€ a 500€)

- bonus di stipendio del tutto cancellati

- 150.000 posti di lavoro in meno nel settore pubblico entro il 2015, di cui 15.000 entro il 2012

- riforma della legge sui licenziamenti perché siano resi più veloci

- tagli alla sanità e alla salute

- negoziazione dei salari in relazione al ciclo economico da parte delle imprese

- privatizzazione di imprese pubbliche per un valore di 15 miliardi di € entro il 2015, con un obiettivo di medio termine di 50 miliardi di €.

- Il sesto round avvenne come conseguenza agli accordi presi per ottenere il secondo prestito con la UE e formalizzati con il Second Economic Adjustment Programme for Greece10. Si trattò di una serie di misure del valore complessivo di 13,5 miliardi di € suddivisi in 10 miliardi di taglio di spese dello Stato, stipendi e pensioni comprese, e 3,5 di taglio di tasse11. A Marzo si riuscì in effetti a far calare i rendimenti sui titoli di Stato in maniera significativa, sicuramente anche per via della rinegoziazione, fino ad arrivare a fine anno alle soglie del 10%.

 

Ulteriori misure di austerità sono state prese anche nel 2013; ad Aprile, con la previsione di licenziare 15.000 persone dal settore pubblico entro la fine del 201412, la chiusura della società radiotelevisiva nazionale ERT con contestuale licenziamento di 2900 suoi dipendenti (pur prevedendone una ri-assunzione parziale nella nuova NERT)13 a Giugno, nuovi tagli di salari e di posti di lavoro14 a Luglio e nuove tasse sula proprietà a Dicembre15.

Il 2013 ha visto il rendimento dei titoli a 10 anni con un andamento fatto di aumenti e ricadute, ma comunque situato tra l'8% e il 12%.

Ad Aprile 2014, il governo greco è tornato ad emettere titoli di Stato sul mercato primario16.

Tutte queste misure hanno avuto un impatto molto negativo sull'economia reale del Paese, come si vedrà nei prossimi paragrafi.

1.CRESCITA PIL

Per quanto riguarda il PIL, ricordiamo che la Grecia ha perso al 2013 il 23,7% del valore del PIL17 del 2007. Ciascuno degli anni dal 2008 al 2013 si è concluso con una perdita di ricchezza nazionale. Come si vede dal seguente grafico, questo andamento non era stato previsto affatto dalla Troika.

Grafico 1: Crescita PIL reale della Grecia, 2000-2016

grafico1

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf.

Come è possibile osservare nel grafico 1, le previsioni della Troika nel 2010 vedevano il 2011 come l'anno della ripresa. Le previsioni del 2011 spostavano invece la data della ripresa al 2013, ma questa di fatto non è ancora avvenuta. Le previsioni del Giugno 2013 vedevano invece l'inizio della ripresa nella seconda parte dell'anno: come osservabile nella tabella 1, nonostante una effettiva ripresa nel 2° e 3° trimestre, il 4° ha visto il PIL ancora in calo.


Tabella 1, crescita PIL per trimestre, 2013

tabella2

 

Nel 2014, stando alle cifre provvisorie, la ripresa sembra in effetti essere cominciata18.

E' possibile notare, come evidente dal grafico 1, che il PIL19 in valore assoluto nel 2013 sia inferiore a quello del 2000.

2.DISOCCUPAZIONE

Grafico 2 Occupazione e disoccupazione in Grecia, 2006-2013

grafico2

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf.

Nel grafico 2 si può notare un trend negativo tra il 2009 e il 2013 sia per quanto riguarda l'occupazione che la disoccupazione nel Paese greco; l'occupazione cala da 4,4 milioni di persone a 3,6 milioni, la disoccupazione sale da circa 400.000 a 1,4 milioni di persone. Ricordando i dati Eurostat sulla disoccupazione esposti nel primo capitolo, per valutare l'incidenza di queste cifre sul totale della popolazione attiva, si segnala che la disoccupazione a dicembre 2009 valeva per il 10,9%, e a dicembre 2013 il 27,5%, perciò circa 1/4-1/3 delle persone disponibili a lavorare non trovavano occupazione a fine 2013.

Grafico 3 Tasso di disoccupazione in Grecia, 2000-2016

grafico3

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf.

E' possibile osservare nel grafico 3 come le proiezioni della Troika in merito alla disoccupazione sono state quasi sempre disattese: nel 2010 si ipotizzava che nel 2013 ci sarebbe stato al massimo il 15% di incidenza sulla popolazione attiva, mentre nel Dicembre 2011 si stimava. invece, circa il 17%; come si è visto nella tabella 1.6, la situazione si è evoluta in tutt'altro modo. A giugno 2013 (quando infine la Troika fu costretta ad ammettere che la disoccupazione arrivava al 27% in quell'anno) si stimava un costante calo e disoccupazione intorno al 25% per metà 2014, e ancora in discesa per il 2015: a settembre 2014 la disoccupazione è al 25,7%, dunque in questo caso ci si è avvicinati molto a ciò che realmente si è verificato.

3.DEFICIT/PIL E DEBITO PUBBLICO/PIL

Per quanto riguarda gli obiettivi di politica fiscale che il governo greco, in accordo con la Troika, si era prefissato, questi non sono stati raggiunti nella misura programmata.

Difatti, nel primo Economic Adjustment Programme for Greece, gli obiettivi relativi al deficit e al debito pubblico erano quelli della tabella 320.

Tabella 3 Previsioni deficit/PIL e debito pubblico/PIL 2009-2014 per la Grecia nel secondo EAPG

tabella3

fonte: The Economic Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, Commissione Europea, 2010 http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2010/pdf/ocp61_en.pdf

Nel Second Economic Adjustment Programme for Greece21:

Tabella 4 Previsioni deficit/PIL e debito pubblico/PIL 2009-2014 per la Grecia nel secondo EAPG

tabella4

fonte: The Second Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, Commissione Europea, 2011

http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2012/pdf/ocp94_en.pdf

Nella tabella 5 ricordiamo i dati relativi a deficit/PIL e debito pubblico/PIL effettivamente realizzatisi.

Tabella 5 Deficit/PIL e debito pubblico/PIL in Grecia, 2007-2013

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Deficit/PIL

-6,5

-9,8

-15,7

-10,9

-9,6

-8,9

-12,7

Debito Pubblico/PIL

107,4

112,9

129,7

148,3

170,3

157,2

175,1

fonte: dati Eurostat

E' possibile constatare, dalle tabelle appena presentate, come per entrambi le variabili i due programmi abbiano sopravvalutato la possibilità dei conti pubblici di migliorare.

4.BILANCIA COMMERCIALE

Tabella 6 Previsioni bilancia commerciale 2009-2013 per la Grecia nel primo EAPG

tabella6

fonte: The Economic Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, Commissione Europea, 2010 http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2010/pdf/ocp61_en.pdf

Tabella 7 Previsioni bilancia commerciale 2009-2013 per la Grecia nel secondo EAPG

tabella7

fonte: The Second Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, Commissione Europea, 2011

http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2012/pdf/ocp94_en.pdf

Il grafico 4 mostra che in questo caso i risultati sono stati vicini alle previsioni della Troika osservabili nelle tabelle 6 e 7, per quanto più vicine alla realtà siano state quelle del secondo EAPG; la bilancia commerciale è migliorata, come era volontà del programma di aggiustamento.

Grafico 4 Bilancia commerciale della Grecia, 2005-2013

grafico4

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf.

Ma, come si vedrà, questo miglioramento è dovuto a contenimento delle importazioni attraverso contenimento della domanda interna (ottenuto attraverso tagli dei salari sia pubblici che privati, oltre che a una diminuzione dei servizi offerti dallo Stato; nella tabella è infatti visibile come i consumi interni siano stati costantemente in calo) e da un aumento delle esportazioni di natura essenzialmente ciclica e non dovuta a miglioramenti di competitività.

Come più volte scritto nel report "The Economic Adjustment Programme for Greece" obiettivo del programma è la compressione salariale ai fini del miglioramento delle performance dell'export greco, sia ai fini della competitività, sia ai fini della compressione della domanda interna per il riequilibrio della bilancia dei pagamenti attraverso la domanda esterna.

Segnatamente, questi sono alcuni dei riferimenti rinvenibili nel programma22:

-"Le riforme del mercato del lavoro e dei salari dovrebbero permettere alle riforme del settore pubblico di mettere una rapida pressione verso il basso sui salari privati e migliorare la competitività".

- "Caratteristiche specifiche della contrattazione salariale....prevengono la moderazione salariale e mettono pressione sull'inflazione".

- "Il programma assume che la maggior parte della riduzione degli sbilanciamenti verso l'estero verranno da una contrazione delle importazioni".

Nel report introduttivo al " The Second Economic Adjustment Programme for Greece", relativo all'intervento via EFSF-EFSM, il secondo piano di aiuti concertato con la Troika, si possono leggere i seguenti riferimenti a tale politiche23:

- "La perfomance economica di medio periodo della Grecia dipenderà in maniera cruciale dall'implementazione delle riforme strutturali....senza queste riforme, miglioramenti di competitività potrebbero prendere molto tempo perché si materializzino, o potrebbero essere ottenuti solo attraverso una compressione delle importazioni e una riduzione dei costi del lavoro guidata dalla disoccupazione...la Grecia deve ristabilire la competitività attraverso un'ambiziosa svalutazione interna, ovvero attraverso una riduzione dei prezzi e dei costi di produzione relativamente ai propri concorrenti, così come un cambiamento da un'economia guidata dai consumi ad una guidata dalle esportazioni. Siccome una forte crescita di produttività prende tempo, una decisa riduzione dei salari nominali e dei costi non derivanti dal salario è necessaria".

- "Il governo ha legiferato su una riduzione dei salari minimi nel settore privato e sulla modifica di alcune procedure di contrattazione del salario....questo è parte di una strategia di riduzione dei costi del lavoro del 15% in 3 anni, che accelerano quindi i tagli nel costo del lavoro già osservati nel corso del 2011".

A questo proposito, negli studi di Papadimitriou, Nikiforos, and Zezza si fa notare che, anche se si è riusciti a migliorare in maniera sensibile la performance dell'export nel settore dei beni nel 2011, guardando la tendenza generale dal 2009 in avanti il trend è piuttosto deludente, nel settore dei servizi in particolare non ci sono stati sensibili miglioramenti, ma piuttosto peggioramenti.

Grafico 5 Tasso di esportazioni reale in Grecia, 2005-2013

grafico5

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf.

Grafico 6 Contributi alla crescita del PIL reale in Grecia, 2004-2013

grafico6

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf.

Osservando il contributo alla crescita reale del PIL dei suoi singoli macro-componenti, è possibile vedere come oltre alla sensibile crescita del 2011, il contributo generale delle esportazioni fino al 2013 sia piuttosto modesto se non negativo (e come sommando l'andamento delle esportazioni dei beni a quello dei servizi il risultato non sia buono, nonostante le positivi performance del primo settore).

Questa dinamica si spiega mostrando come la riduzione del costo del lavoro per unità produttiva non abbia portato in Grecia alla sperata riduzione dei prezzi al consumo:

Grafico 7 Indici di competitività nell'eurozona, Paese per Paese, 1999-2014

grafico7

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf.

In un altro studio gli stessi economisti24 restringono il quadro degli indici di competitività dal 2006 al presente, così da mettere in mostra con ancora più evidenza la non esistenza, nel periodo di crisi e di applicazione dei programmi concordati con la Troika, di pass-through dall'abbassamento dei salari ai prezzi al consumo:

Grafico 8 Indicatori aggregati di salari e prezzi per la Grecia, 2006-2013

grafico8

Elaborazione dati di Papadimitriou, Nikiforos e Zezza (2013).

Comunque, la Commissione Europea ha fatto notare che relativamente al resto dell'Eurozona, i tassi di cambio reale sono diminuiti tra il 2011 e il 2012, rimanendo però più alti della media dell'area:

Grafico 9 Tassi di cambio reale in Grecia, 1995-2014

grafico9

fonte: The Second Economic Adjustment Programme for Greece

Fourth Review – April 2014, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, Commissione Europea http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2014/pdf/ocp192_en.pdf p.15 box 3

Nei due studi indipendenti citati prima, si fa inoltre notare come la crescita di export sia stata significativa, nel 2011, solo per quanto riguarda i prodotti industriale di media tecnologia, nei quali vi sono compresi prodotti della raffinazione petrolifera, particolarmente sensibili alle variazioni di prezzo della materia prima stessa, il petrolio.

Tabella 8 Percentuale di ciascun macro-settore dell'export sul PIL, 1990-2000-2006-2011.

tabella8

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., The greek economic crisis and the experience of austerity: a strategic analysis, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_gr_7_13.pdf

Il grafico 10 mostra che effettivamente dal 2009 in avanti l'unico settore in crescita nell'export è proprio questo:

Grafico 10 Esportazioni di beni e servizi (medie mobili annuali) in Grecia, miliardi di Euro.

grafico10

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., Prospects and policies for the greek economy, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_2_14.pdf

Si mostra inoltre come tali esportazioni siano concentrate all'esterno della UE:

Tabella 9 Esportazioni di ciascuna categoria di beni secondo classificazione SITC e destinazione in Grecia, per percentuale sul totale delle esportazione

tabella9

fonte: Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., Prospects and policies for the greek economy, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_2_14.pdf

L'export dei materiali prodotti di raffinazione del petrolio passa in effetti al 6,1 nel 2012 nella UE27, e al 32,5% nel resto del mondo, 38,5% considerando il mondo intero.

5.PROBLEMI SOCIOECONOMICI DERIVANTI DALLE MISURE DI AUSTERITA' RISCONTRATI IN GRECIA

Una decisione del Consiglio d'Europa (2012) ha riconosciuto che il governo greco non ha svolto un livello minimo di ricerca e analisi sull'effetto delle misure prese e considerato insufficientemente gli effetti sui gruppi sociali vulnerabili, né ha preso adeguatamente in esame la possibilità di mettere in pratica misure alternative, finendo per non riuscire a garantire un livello adeguato di protezione sociale25.

L'UNHCR (2013) segnala che l'alta disoccupazione giovanile ha compromesso l'accesso al mondo del lavoro e il diritto ad uno standard di vita adeguato agli standard internazionali dei diritti umani; che è diminuito l'accesso al lavoro anche per le donne; che i migliori diplomati lasciano il Paese (c.d brain drain); che il sistema di welfare greco è insufficiente ad assorbire la disoccupazione, la diminuzione dei salari, la diminuzione delle pensioni, considerando ad esempio che il sussidio di disoccupazione attualmente presente in Grecia è di 200 €, ben al di sotto della soglia di povertà. L'Alto Commissariato per Diritti Umani dell'ONU ha inoltre espresso preoccupazione per la difficoltà di accesso delle fasce più povere e marginalizzate della popolazione a causa dell'aumento delle tariffe del servizio nazionale di sanità, anche a causa della mancanza di occupazione e perdita dell'assicurazione sanitaria correlata26. Un peggioramento delle condizioni dei servizi sanitari in Grecia è segnalato anche dall'Osservatorio Europeo sulle Politiche e sui Sistemi di Salute (2012)27. Su 29 paesi analizzati, l'UNICEF mette la Grecia al 25° posto per qualità di salute nei bambini (2013).28

Secondo l'Osservatorio Ellenico della London School of Economics (2013), in Grecia per i sussidi di disoccupazione sono stati stabiliti dei criteri di eleggibilità che, essendo strettamente legati alla storia contributiva, finiscono per escludere i nuovi entranti nel mercato del lavoro o coloro i quali hanno lavorato poco nel corso della vita, e si è generato un grande numero di disoccupati e un alto rischio di povertà29.

Caritas Grecia segnalava in un report del 2013 la difficoltà di un certo numero di famiglie nel poter pagare il riscaldamento e l'elettricità delle proprie case, oltre all'aumento del tasso di suicidi e la diminuzione di quelle della nascite (-10%). La stessa organizzazione riteneva superiore nella realtà la stima fatta dall'OHCHR rispetto all'aumento del 25% dei senzatetto30.

Appare opportuno segnalare, per aggiungere un ulteriore elemento al quadro della situazione, un indicatore disponibile nel database Eurostat, relativo alla percentuale di popolazione deprivata materialmente in materia severa, una condizione in qualche modo ricollegabile ai dati sulla caduta del PIL e dell'occupazione ricordati poco fa.

Tabella 10 Percentuale di popolazione deprivata materialmente in maniera severa in Grecia

tabella10

fonte: dati Eurostat

L'incidenza sulla popolazione totale di questa fascia disagiata era dell'11,5 % nel 2007; nel 2012, ultimo dato disponibile, del 19,5%. Un marcato salto in avanti è avvenuto nel 2011, come è possibile osservare da questa tabella.


NOTE:

 

1 Barther T., Greece vows action to cut budget deficit, Financial Times 20/10/09 http://www.ft.com/intl/cms/s/0/3e7e0e46-bd47-11de-9f6a-00144feab49a.html?siteedition=intl#axzz25lRWizdp

2 Consiglio dell'Unione Europea, Comunicato stampa del Consiglio degli Affari Economici e Finanziari, 2/12/09 http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ecofin/111706.pdf

3Per i primi quattro austerity rounds la fonte è Stamatis K. e Notopoulos P, An Economic Analysis of the Measures against the financial debt crisis on Greek Economy, International Journal of Management Sciences and Business Research, 2011 http://www.ijmsbr.com/Volume%202,%20Issue%202%20(6).pdf

4 Commissione Europea, The Economic Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari 2010 http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2010/op61_en.htm

5 Georgiopoulos G. e Brandimarte W., Greece falls to S&P's lowest rated, default warned, Reuters 13/6/11 http://www.reuters.com/article/2011/06/13/us-greece-ratings-sandp-idUSN1312685920110613; Jolly D., Moody’s Again Reduces Greece’s Credit Rating, New York Times 25/6/11

http://www.nytimes.com/2011/07/26/business/global/european-sovereign-debt-crisis.html

6 Consiglio dell'Unione Europea, Dichiarazione dei Capi di Stato o di Governo della zona euro e delle istituzioni della UE, 21/7/11

https://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ecofin/123997.pdf pagina 2

7 Ministero delle Finanze della Repubblica Ellenica, PSI Launch Press Release, http://www.minfin.gr/portal/en/resource/contentObject/id/7ad6442f-1777-4d02-80fb-91191c606664

8 "The Greek debt exchange can claim historic significance in more than one respect. It set

a new world record in terms of restructured debt volume and aggregate creditor losses,

easily surpassing previous high water marks such as the default and restructuring of

Argentina 2001-2005." Zettelmeyer J., Trebesch C., Gulati M., The Greek Debt Restructuring: An Autopsy, Peterson Institute for International Economics http://www.iie.com/publications/wp/wp13-8.pdf

10 Commissione Europea, The Second Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, 2011 http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2012/pdf/ocp94_en.pdf

11 idem, p.116.

12 idem, p.116.

13 idem, p.116.

14 Kitsantonis K., Greece approves new austerity measure, New York Times 17/6/13 http://www.nytimes.com/2013/07/18/world/europe/greece-approves-new-austerity-measures.html?_r=1&

15 Bokas, C., Auctions: the bill has passed, Protothema 21/12/13 http://www.protothema.gr/news-in-english/article/338955/auctions-the-bill-has-passed/

16 Halas S., Tagaris K., Greece returns to bond markets, says end of bailout nears. Reuters, 10/4/14 http://www.reuters.com/article/2014/04/10/greece-bonds-idUSL6N0N21X220140410

17 a prezzi del 2005.

18 Eurostat.

19 prezzi del 2005.

20 Commissione Europea, The Economic Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, 2010 http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2010/pdf/ocp61_en.pdf, pagina 35

21 Commissione Europea, The Second Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, 2011

http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2012/pdf/ocp94_en.pdf, pagine 89-90

22Commissione Europea, The Economic Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, 2010 http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2010/pdf/ocp61_en.pdf p.22, punto 31; p.23, box "Benchmark delle performance della Grecia con le riforme strutturali; p.29, punto 43

23 Commissione Europea, The Second Adjustment Programme for Greece, Direttorato per gli Affari Economici e Finanziari, 2011 http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2012/pdf/ocp94_en.pdf p.2 e p.3

24 Papadimitriou B.D, Nikiforos M, Zezza G., Prospects and policies for the greek economy, Levy Economics Institute of Bard College, 2013 http://www.levyinstitute.org/pubs/sa_2_14.pdf

25 Consiglio d'Europa, Panhellenic Federation of pensioners of the Public Electricity Corporation

(POS-DEI) v. Greece, Decison on the merits, Comitato Europeo dei Diritti Sociali, 2012

http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/socialcharter/Complaints/CC79Merits_en.pdf note 75-76-77

26 Lumina C., United Nations Independent Expert on the effects of foreign debt and other related international financial obligations of States on the full enjoyment of all human rights, particularly economic, social and cultural rights, Ufficio dell' Alto Commissario per i Diritti Umani, ONU, 2012 http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=13272&LangID=E

27 World Health Organization, Health, health systems and economic crisis in Europe: Impact and policy implications, 2013 http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0011/186932/Health-and-economic-crisis-in-Europe4.pdf

28 UNICEF, Child well-being in rich countries : A comparative overview, 2013 http://www.unicef-irc.org/publications/pdf/rc11_eng.pdf

29 Venieris D., Crisis Social Policy and Social Justice: the case for Greece, Hellenic Observatory, 2013

http://eprints.lse.ac.uk/50258/1/Gree SE_No69.pdf

30 Caritas Europa , The european crisis and its human cost: a call for fair alternatives and solutions, 2013 http://www.caritas.eu/sites/default/files/caritascrisisreport_2014_en.pdf p.35