L'economista Warren Mosler: se l'UE non allenta i limiti al deficit, la Grecia dovrebbe lasciare l'euro.

Di Michael Nevradakis, Truthout



 

L'economista e teorico della moneta moderna Warren Mosler condivide ciò che egli ritiene possa contribuire a guidare la Grecia fuori dalla crisi. 



 

Sei anni nella crisi economica della Grecia e dopo successivi “salvataggi", non sembra esserci ancora nessuna luce alla fine del tunnel. L'economia della Grecia continua a ridursi e la disoccupazione rimane a livelli record, mentre la coalizione di governo guidata da Syriza ha rinnegato le sue promesse di cambiamento radicale e la fine dell'austerità. La troika, a sua volta, continua ad insistere che le severe misure di austerità, tra cui i tagli di bilancio e le privatizzazioni di massa, siano portate avanti in Grecia.



In questa intervista, l'economista Warren Mosler, una figura di spicco nel campo della teoria della moneta moderna (MMT) e  co-fondatore del Centro per la piena occupazione e stabilità dei prezzi presso l'Università del Missouri-Kansas City, discute di denaro, debito e del ruolo dei limiti al deficit dell'Unione Europea nel perpetuare la crisi, e condivide le proposte che ritiene possano contribuire a guidare la Grecia fuori dalla crisi.



 

Michael Nevradakis: iniziamo con una domanda che potrebbe sembrare ovvia, ma è qualcosa che poche persone capiscono. Che cos'è il denaro e come viene effettivamente creato?



Warren Mosler: Diversi economisti vi daranno diverse definizioni. Io in realtà non so nemmeno usare la parola, ma le nostre valute (il denaro, ndt) – sono la sola cosa che è necessaria per pagare le tasse. Non è diverso da un credito d'imposta che si potrebbe ottenere per l'energia solare, in cui il governo degli Stati Uniti (in realtà qualunque governo, ndt) potrebbe dare un credito d'imposta per un milione di dollari. Le valute di cui generalmente parliamo sono fondamentalmente solo crediti d'imposta.

 



Un altro argomento che viene spesso frainteso è il ruolo delle banche centrali. Che cosa sono, chi le gestisce, come operano e come fanno in realtà a creano denaro, o crediti d'imposta?



Esse sono i segnapunti per la valuta e l'agente fiscale del governo. Hanno un foglio di calcolo elettronico, inseriscono (contabilizzano, ndt) debiti e aprono conti per le banche aderenti e per i governi stranieri. Quando il governo spende,  inseriscono crediti sul conto appropriato. Quando tassa, addebitano il conto appropriato. Inoltre regolano e controllano il sistema bancario in una certa misura.

Hanno anche il compito di determinare il tasso di interesse appropriato. Non c'è qualcosa come il mercato che determina i tassi. In un sistema a tasso di cambio fluttuante, il tasso naturale di interesse è pari a zero, e spetta al governo, se si vuole sostenere un tasso più elevato, agire per farlo. Ciò avviene o sotto forma di una pagamento di interessi sui saldi presso la banca centrale, interessi sulle riserve o vendita di titoli di stato, che sono solo conti fruttiferi presso la banca centrale.



 

Che cosa è, allora, il debito pubblico?



Ciò che noi chiamiamo debito pubblico sono i dollari (o altra valuta, ndt) spesi dal governo che non sono ancora stati utilizzati per pagare le tasse. Quando il governo spende, si accreditano conti bancari, e quando vende titoli di stato, chiamato indebitamento, i dollari si spostano da un tipo di conto bancario ad un altro tipo di conto bancario chiamato “Titolo di Stato”. Un titolo di Stato è solo un conto corrente presso la banca centrale; li chiamano conto titoli; è proprio come un conto di risparmio presso una banca normale. Questo è vero in qualsiasi paese che ha la propria valuta ed emette obbligazioni.



 

La crisi in Grecia è una crisi del debito, come è spesso descritta?



Lo è, secondo le norme e le disposizioni vigenti. E' una scelta politica avere una crisi del debito. Se la BCE [Banca Centrale Europea] garantisce il debito, allora non c'è crisi del debito. Se non garantiscono il debito, c'è una crisi del debito. Affermando che non c'è alcun default, stanno dicendo che il debito è garantito. Prima del 2012, quando [il presidente della Bce] Mario Draghi ha detto: "Faremo tutto ciò che serve per evitare il default", tutti i paesi stavano per sfaldarsi a causa di una "crisi del debito", ma una volta che la banca centrale lo ha garantito (il debito, ndt), l'idea della crisi del debito si è allontanata, i tassi di interesse sono scesi, quindi non c'è crisi del debito.



C'è una condizionalità qui; si deve obbedire alle regole di bilancio dell'Unione Europea, e se si violano tali regole, allora non sei più sotto l'ombrello della garanzia della BCE. Quando c'è stato qualche rischio di uscita della Grecia dalla conformità fiscale, poi c'è stato il rischio che il debito non sarebbe stato garantito, improvvisamente i tassi di interesse sono vertiginosamente aumentati e si ebbe una crisi del debito. Quindi sì, c'è un potenziale crisi del debito, ma si tratta di una decisione politica.



 

Lei ha sostenuto che limiti al deficit dell'Unione europea sono la causa della grande crisi del continente. Qual è la soluzione da voi proposta?



C'è una teoria macroeconomica che sostiene che i governi dovrebbero equilibrare i loro bilanci e quindi le banche centrali potranno utilizzare i tassi di interesse per controllare l'economia. Se l'economia va male, si abbassano i tassi di interesse e ciò fa sì che l'economia si riprenda.

La realtà è che l'utilizzo dei tassi di interesse per controllare l'economia non funziona. Il Giappone ha provato a farlo per 20 anni e non ha funzionato; la Federal Reserve lo ha fatto per sette anni e sta ancora combattendo la deflazione, e l'Unione europea per sei anni. I governi sono contribuenti netti di interesse per l'economia, e questo è reddito per l'economia. L'economia è la spesa. Il PIL è la spesa totale per l'economia. Tagliare i redditi da interessi riduce il reddito per l'economia.



Quando la banca centrale acquista titoli e li detiene, questo si chiama quantitative easing. La banca centrale detiene quei titoli e sta guadagnando interessi invece che l'economia. Che cosa fa la banca centrale con il denaro? Lo gira di nuovo al governo, ma il governo non lo spende. Lo usa per ridurre il debito. E' un salasso per il reddito.

Che cosa succede se tutti decidono di non spendere il loro reddito? Che cosa accadrebbe per l'economia? La risposta è che (l'economia, ndt) va a zero. Non ci sarebbe nulla da vendere; non ci sarebbero posti di lavoro, nessun reddito, nessuna economia. L'economia dipende da persone che spendono il loro reddito, e ciò che segue da questo è, per chi spende meno del loro reddito, che qualcuno deve spendere più del loro reddito per compensarlo, o le vendite non reggono, la produzione non sarebbe venduta, e ci sarebbero gravi problemi economici e disoccupazione.



I governi potrebbero facilmente adattarsi a spendere più del loro reddito. A seconda della vostra politica, si potrebbe o ridurre le tasse o si potrebbe aumentare la spesa pubblica. Ma i governi non possono farlo nell'Unione Europea perché sono limitati dal 3 per cento del deficit, e ciò non è sufficiente data la mancanza di credito al settore privato e il naturale desiderio di risparmiare. Gli europei sono risparmiatori molto buoni, così questo reddito non è speso e l'economia soffre.

 



Lei ha proposto l'allentamento dei limiti di deficit dell'Unione europea, per consentire ai paesi di eseguire deficit più grandi...



Non vogliono farlo perché pensano che dobbiamo solo aspettare più a lungo affinchè i tassi di interesse producano i loro effetti. Quello che sto dicendo è: utilizzare il limite del disavanzo come termostato per controllare l'economia. Il tasso di interesse permane al tasso di riferimento della BCE, in modo che i mercati non abbiano nulla da dire su questo. Si modifica il limite del deficit da, diciamo, 3-8 [per cento], e ciò aggiungerà circa 3-5 per cento al PIL. Poi, ogni paese membro potrebbe decidere di ridurre le tasse o aumentare la spesa pubblica. La disoccupazione immediatamente cadrebbe dall'11 percento al 9 o meno, e la crescita del PIL aumenterebbe da quasi zero a 3, 4, 5 per cento.

I responsabili politici non credono che questo sia necessario. Essi credono che dobbiamo solo  aspettare più tempo perche questi tassi di interesse inizino adare effetti. Quello che sto dicendo è, effettuare l'aggiustamento fiscale; se i tassi di interesse non partono, basta invertire gli aggiustamenti. Se l'economia comincia a diventare troppo calda e la disoccupazione scende troppo e tutti sono preoccupati per l'inflazione, allora si può tornare al 3 per cento.



 

Qual è la soluzione reale del debito per la Grecia, come da voi proposto?



Nell'ultimo PSI (Private Sector Involvement, ndt)[2011-12 haircut del debito] il debito è stato ridotto di 100 miliardi di euro. Che cosa è successo per l'economia? E' andata peggio. Come mai? Perchè, cosa era il debito? Il debito è rappresentato da obbligazioni (titoli, ndt) greche. Cosa sono i titoli greci? I Titoli greci sono i conti di risparmio nel sistema Bce, presso la Banca della Grecia. Quando si riduce il debito di 100 miliardi di euro, si è ridotto una parte importante dell'offerta di moneta - quello che io chiamo base monetaria - da 100 miliardi di euro. La risposta non è, in questo momento, rimuovere la massa monetaria per tassare l'economia. La riduzione del debito è una tassa; lo rende peggiore.



Quello di cui la Grecia ha bisogno è di ridurre le tasse per aumentare la spesa del settore privato, o aumentare la spesa pubblica, o una combinazione di esse. Ma il problema in Grecia è che i greci sono risparmiatori molto buoni. Risparmiano una parte maggiore del loro reddito rispetto agli altri europei. Ci deve essere qualche entità a cui è permesso di spendere più del proprio reddito per compensare le persone che spendono meno del loro reddito, altrimenti la produzione non viene venduta. Poichè sono buoni risparmiatori, essi dovrebbero aver diritto a un deficit di bilancio più grande, meno tasse e spesa pubblica più elevata, perché il settore privato non sta spendendo.

L'ironia è che i limiti di deficit nell'UE premiano i cattivi risparmiatori e puniscono i buoni risparmiatori. I paesi che richiedono il risparmio più grande del 3 per cento a causa della loro struttura istituzionale soffrono le conseguenze della disoccupazione elevata, e i paesi che hanno elevato indebitamento del settore privato e quindi non hanno alti desideri di risparmio netto, ne beneficiano. Che senso ha fare questo?

 Quando il settore pubblico spende un euro, significa che non c'è reddito del settore privato di un euro. Quando si dice non c'è debito del settore pubblico di 100 miliardi di euro, questo significa che c'è un risparmio del settore privato di 100 miliardi di euro. Il debito del settore pubblico è una registrazione contabile, è il numero di euro in conti bancari presso il sistema della BCE, del settore privato. Ecco come funziona la contabilità; c'è un addebito su un lato e un accredito sull'altro lato del libro mastro. Il settore pubblico è un lato; il settore privato è l'altro lato; si tratta di una immagine speculare.

Se guardate i paesi che hanno il più alto risparmio del settore privato, sono sempre i paesi che hanno il più alto debito pubblico. Ecco quello che ha rappresentato l'alto risparmio privato. I prestiti creano i depositi, il debito ha creato il risparmio, non il contrario.

 



Ha descritto l'economia moderna come "l'economia della Repubblica delle Banane". Cosa ne pensa delle politiche economiche che sono in corso di attuazione in tutta l'UE?



L'Unione europea ha deciso che la crescita trainata dalle esportazioni è la strada da percorrere, e sembrava essere un esempio in Germania. Questi "salvataggi" sono stati progettati per ridurre i costi in Grecia, per renderla più competitiva in ​​modo da poter esportare. [Ci sono] un paio di problemi con questo approccio. Uno di essi è un problema di natura “macro”: il mondo intero non può essere esportatore, perché qualcuno deve importare. Dove si vuole andare (ad esportare, ndt), sulla luna? Tutto il commercio nel mondo ammonta a zero (il saldo è zero, ndt). Per ogni esportazione, c'è una importazione.



A parte questo, la vera ricchezza di una nazione è tutta la produzione interna più ogni cosa che il resto del mondo vi invia, meno ciò che voi inviate a loro. Le importazioni sono benefici reali, le esportazioni sono costi reali, e si utilizza il sistema monetario per ottimizzare ciò. E' definito termini reali di scambio. Se avete intenzione di esportare, si cerca di ottenere il maggior numero possibile di importazioni per le vostre esportazioni. L'idea che la crescita trainata dalle esportazioni abbia un senso è fuori contesto con la realtà odierna. Tutto questo ha avuto senso durante il mercantilismo, in cui il gioco è stato quello di ottenere quanto più oro possibile.

Tutto ciò a parte, se avete intenzione di farlo, il modo per farlo è... si può guardare il vecchio modello di crescita tedesco trainato dalle esportazioni. Si utilizza la politica di bilancio rigorosa per sopprimere la domanda interna e si dispone di riforme strutturali e di accordi con i sindacati e il lavoro per mantenere i salari verso il basso al fine di mantenere un certo livello di competitività, e per aiutare le vostre esportazioni. Quello che accade quando la vostra valuta va su, cosa che la Germania ha usato fare, è che si possono comprare dollari per mantenere il marco tedesco verso il basso. Hanno anche comprato lire, per mantenere il marco basso rispetto alla lira. E' parte della strategia di crescita trainata dalle esportazioni, è necessario acquistare la valuta altrui che vi piaccia o no per mantenere la vostra competitività, altrimenti la valuta si apprezza e la vostra politica è controproducente.

 Il problema in Europa con questa strategia è che l'acquisto di dollari, per esempio, ideologicamente non possono farlo perché allora apparirebbe come se la BCE stesse costruendo riserve in dollari e in effetti lo sarebbe. Sarebbe dare l'apparenza che il dollaro stia sostenendo l'euro, quando vogliono che l'euro sia la valuta di riserva, quindi semplicemente non lo fanno. Invece, in genere lasciano l'euro salire.



Più di recente, la BCE sta ingannando i gestori di portafoglio del mondo nella vendita di euro facendo le cose che pensano siano inflazionistiche ed espansive, e questi sono i tassi di interesse negativi e il quantitative easing. Tutto il mondo occidentale ora è istruito, e tutti sanno che pompare l'offerta di moneta attraverso allentamento quantitativo e i tassi negativi fa andare la moneta giù (svalutare, ndt) e provoca inflazione. Si sbagliano però. Quelle politiche rimuovono la rendita da interessi; sono imposte sull'economia; inducono la moneta a rafforzarsi; si ottengono pressioni deflazionistiche invece di pressioni inflazionistiche. Abbiamo visto le pressioni deflazionistiche sull'euro in questo periodo. Il quantitative easing e i tassi negativi, non hanno facilitato questo.

Ora, perché l'euro è andato giù? Perché hanno spaventato i gestori di portafoglio in tutto il mondo nella vendita dei loro euro a causa del quantitative easing e dei tassi negativi. Questo ha mantenuto temporaneamente l'euro da un possibile apprezzamento, che sarebbe altrimenti avvenuto perché l'euro più basso ha spinto il commercio in un enorme surplus. Quello che  succede quando si esegue un surplus commerciale è che il mondo sta vendendo dollari per comprare euro, al fine di acquistare prodotti. Questo mette continua pressione al rialzo sull'euro, che in questo caso è stato compensato da una massiccia vendita di portafoglio. Potete guardare, al momento, i cali detenuti dalla banca centrale da circa il 30 per cento a meno del 20 per cento delle riserve in euro. Ad un certo punto si prosciugano.



 

Avete presentato una soluzione per quanto riguarda le modalità di come la Grecia potrebbe uscire dalla zona euro senza una svalutazione esplosiva della sua nuova moneta. Come è potuto accadere?



Io non la chiamerei necessariamente una soluzione, ma è un'opzione. La soluzione è effettuare deficit più grandi. Se l'UE non permetterà deficit più grandi e impone tagli alla spesa e alle tasse, allora l'opzione è di sedersi lì e soffrire e guardare la vostra civiltà distrutta, oppure tornare alla propria valuta.



Se avete intenzione di farlo con la vostra propria moneta, ho proposte su come farlo in un modo che credo funzioni realmente. In primo luogo, si inizia a tassare e spendere nella nuova valuta. Quando lo fate, si sta solo cambiando il debito d'imposta da euro a dracma. E si lascia lo stesso numero: se fosse 100 euro, è ora 100 dracme. Quindi, si inizia a pagare i dipendenti pubblici in dracme, e se era 100 euro, ora è 100 dracme. Non hai rotto i trattati o non sei inadempiente su qualsiasi debito o convertito eventuali depositi bancari, e in particolare, io dico di non convertire i depositi bancari. Se le banche hanno depositi in euro, lasciateli così. Se il debito è in euro, lasciarlo così.

Il modo più semplice per spiegarlo è di assumere che, si dica, la metà delle persone vogliono tenere l'euro, ma l'altra metà delle persone vogliono tenere la dracma. Se si converte tutto a Dracma, ora hai la metà dei depositanti che sono infelici. Hanno voluto l'euro, non vogliono la dracma, così
venderanno la dracma per comprare euro. Questo spingerà la nuova moneta giù del 30, 40, 50 per cento; poi comincerete ad ottenere inflazione; quindi la banca centrale non sa come affrontare questo, quindi aumentano i tassi, e la disoccupazione aumenta e siete giusto indietro in questo disastro che i greci hanno conosciuto così bene. Ecco cosa succede quando si convertono i depositi; si arriva di nuovo in quel casino che i politici e tecnocrati non possono affrontare.

Se, tuttavia, non si convertono i depositi, si lasciano in euro, la gente che ha voluto l'euro, sta bene, ma l'altra metà ha bisogno di dracma per gestire le proprie attività, gestire la propria vita, pagare le tasse. Hanno bisogno di vendere euro per comprare dracma, perché non ce ne sono dracma in giro. Così venderanno euro per comprare dracma, e ora la dracma è una moneta forte. Avete creato probabilmente la più grande short squeeze (ricopertura di scoperto, inatteso rialzo delle quotazioni di un titolo, ndt) della storia, perché tutti hanno bisogno di questa valuta e non ve ne è alcuna. Ciò consente al governo di vendere dracma con un leggero apprezzamento rispetto all'euro. Ciò mantiene la valuta stabile e dà al governo una fonte di reddito di euro a servizio del debito per un certo periodo di tempo. Dà loro respiro per occuparsi della nuova economia, senza avere a che fare con una moneta che sta crollando.



Traduzione: Area traduzioni - CSEPI
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Fonte: http://www.truth-out.org/news/item/34147-economist-warren-mosler-if-the-eu-doesn-t-loosen-its-deficit-limits-greece-should-leave-the-euro