Perché accettiamo la moneta fiat
di Peter Cooper

La maggior parte delle persone probabilmente si sono chiesti, in qualche momento, perché le monete nazionali beneficiano di un così largo consenso. Perché lo fanno, ad esempio, molti americani che scelgono di tenere ed effettuare transazioni in dollari piuttosto che in qualche altra valuta?

Una risposta a questa domanda potrebbe essere semplicemente che “è successo” che i dollari siano ciò che la maggior parte degli americani ad un certo punto hanno (naturalmente) accettato. Se, quindi, precedentemente gli americani avessero deciso di utilizzare un'altra valuta, questa ora sarebbe lo stesso ampiamente accettata indistintamente da tutti. Riflettendoci, questa risposta tuttavia non è molto soddisfacente. Ciò infatti spiega perché accetteremo una moneta, una volta che anche tutti gli altri l'avranno fatto, ma non può spiegare perché la prima persona, o le persone, devono accettare, sempre e comunque, una particolare moneta.

Vi è in realtà una struttura solida dietro l'accettazione di una moneta nazionale da parte dei suoi cittadini. Alla base, intanto, l’accettiamo perché il governo ce lo impone, e ci costringe a farlo attraverso un'imposta fiscale che può essere soddisfatta sempre solo in tale valuta medesima. Ovvero, il nostro bisogno di pagare le imposte assicura che ci sia la volontà da parte dei cittadini di fare sempre richiesta della valuta nazionale, e non di una valuta qualsiasi.

Così, la nostra volontà di accettare la moneta per il pagamento di beni e servizi consente al governo di spendere il suo denaro e iniettarlo nell'economia. Alcuni di noi saranno disposti a lavorare nel settore pubblico per ottenerla. Altri saranno disposti a negoziare con i dipendenti del settore pubblico, o con il governo stesso per ottenerla. Altri ancora saranno disposti a negoziare con i successivi possessori della moneta. E così via. In un secondo momento, la nostra disponibilità, come minimo, di utilizzare la moneta FIAT per pagare le tasse è sufficiente a garantire che il governo possa trasferire, viceversa, alcuni servizi del lavoro e delle risorse reali dal settore privato a quello pubblico.

Nella pratica quotidiana, ovviamente, noi siamo invece più contenti di usare la valuta nazionale in un modo piuttosto diverso di quanto ci è necessario per adempiere al nostro dovere di ripagare l'imposta fiscale. Inoltre, noi non solo realizziamo la maggior parte delle nostre transazioni nell'unità di conto del governo, ma molti di noi che anche desiderano risparmiare questo denaro. La valuta nazionale è una forma sicura di risparmio a condizione che sia sempre esistente. E rimane valida fino a quando il governo fa rispettare in modo efficace la tassazione evitando un'emissione eccessiva del proprio denaro. Ciò solleva la questione: quando la valuta di emissione diventa "eccessiva"?

Quando un'unità della valuta - diciamo un dollaro - viene emessa, circolerà nell'ambito dell' economia nazionale e quelle globali, cambiando di mano in mano come si verificano varie transazioni, fino a quando succede una delle due cose:

    •     che il dollaro venga utilizzato per pagare le tasse

    •     oppure che venga risparmiato


In entrambi i casi, infatti, il dollaro verrà tolto dalla circolazione. Nel caso del pagamento delle imposte l'effetto però è permanente: il dollaro viene completamente rimosso dall'economia. Nel caso del risparmio, invece, l'effetto può essere temporaneo. Se il risparmiatore sceglie di spendere il dollaro in un secondo momento, quest'ultimo rientrerà in circolazione in quel momento. Ogni volta che un dollaro viene ritirato dalla circolazione non si aggiunge alla domanda di beni e servizi, e quindi non incoraggia la produzione in generale, né riesce a fare pressione sui prezzi. L'implicazione che si ottiene sulla gestione della moneta dipende dallo stato dell'economia:

    •    Quando l'economia ha raggiunto la piena occupazione, e sta operando a pieno regime, è problematico per il governo di emettere ancora più moneta senza aumentare le tasse. In caso contrario, ci sarà invece un "denaro che va troppo poco a caccia di beni e servizi" e perciò potrebbe dar luogo ad un fenomeno di tipo inflazionistico.

    •     Viceversa, quando, come oggi, vi è uno stato di disoccupazione e capacità produttive in eccesso, c'è spazio per ulteriori emissioni in una valuta che non può provocare alcuna inflazione. Infatti, nelle attuali condizioni, la domanda in più per beni e servizi saranno principalmente favorire attraverso l'espansione della produzione, piuttosto che un aumento del prezzo, in quanto le imprese stanno competendo, in questo particolare momento, per espandere il proprio business.


Fonte: http://heteconomist.com/why-do-we-accept-fiat-currency/
Traduzione: a cura dell'Area Traduzioni - CSEPI