di Bill Mitchell

Il problema è che la teoria è defunta – non è mai stata valida e solo una manciata di cultisti depressi si aggrappa ancora a questa teoria, come se fosse la loro religione, perchè purtroppo hanno imparato ciò quando erano giovani e così facendo hanno perso la capacità di trarre giovamento da un' istruzione più ampia. Dobbiamo sentirci davvero dispiaciuti per loro.
Ferguson afferma:
Si diceva dei Borboni che non avevano dimenticato nulla e non avevano imparato niente. La stessa cosa si potrebbe dire facilmente di alcuni keynesiani del giorno d'oggi. Essi non possono e non potranno mai dimenticare gli errori politici fatti negli Stati Uniti negli anni '30. Ma sembra che non abbiano imparato nulla da tutto ciò che è accaduto nella teoria economica dopo la pubblicazione della loro bibbia – La teoria generale dell' occupazione, dell'interesse e della moneta, di John Maynard Keynes del 1936.


Questo è un articolo che richiama come autorità tutte le teorie macroeconomiche tradizionali non riuscite (come ad esempio le Aspettative Razionali, o l' Equivalenza Ricardiana) e che pretende credibilità citando artisti del calibro di Thomas Sargent, Robert Barro, Reinhart e Rogoff.
Sargent e Barro, in particolare, ancora spacciano nozioni arcane di alcune economie che hanno ben poco in comune con il mondo in cui viviamo. E negli ultimi 30 anni hanno fatto previsioni spettacolari sul probabile impatto che avrebbero destato i cambiamenti delle politiche di Governo, previsioni che però non si sono materializzate. Nulla di ciò che dicono dovrebbe essere preso sul serio.
Ferguson su tutto ciò crea il suo argomento principale:
...Ciò a cui assistiamo oggi ha meno in comune con gli anni '30 piuttosto che con gli anni '40: si tratta di una guerra mondiale di finanza senza la guerra vera e propria.
Ma le differenze sono immense. In primo luogo gli USA hanno finanziato il loro enorme deficit in tempo di guerra con il risparmio interno, attraverso la vendita di obbligazioni di guerra. In secondo luogo le economie in tempo di guerra erano essenzialmente economie chiuse, quindi non vi era alcuna perdita di stimolo fiscale. In terzo luogo le economie al tempo di guerra hanno lavorato al massimo delle loro capacità; ogni tipo di controllo era stato imposto al settore privato per prevenire l'inflazione.
I deficit al tempo della guerra, cosi come i deficit attuali, si verificano nel momento in cui gli USA sono fortemente dipendenti dai prestatori esteri, non ultima infatti l'ascesa della Cina, rivale strategica ( la Cina detiene l'11 % dei titoli del Tesoro USA in mano pubblica), tra l'altro in un momento in cui le economie sono aperte, cosi lo stimolo americano può finire per beneficiare gli esportatori cinesi; e, inoltre, nel momento in cui c'è molta capacità sottoutilizzata, in modo che la deflazione divenga una minaccia più grande dell'inflazione. 


Potremmo addirittura fare un quiz chiedendo quanti errori si possono trovare in questo tratto sopracitato. La risposta sarebbe: molti errori fondamentali. Ferguson non capisce come funzionano i sistemi monetari.  
E' vero che la Grande Depressione si è conclusa davvero solo con l'inizio della seconda guerra mondiale. Questo, però, perché il livello di intervento fiscale ha raggiunto una quota sufficiente per far aumentare la crescita della domanda aggregata, abbastanza per poter assorbire completamente la crescita della capacità reale. L'impegno di tutti era concentrato sulla guerra e quindi furono messi da parte tutti gli attacchi che i conservatori e il mainstream in generale, rivolgevano ai deficit in aumento.
Quando mi chiedono quale sia la mia soluzione alla disoccupazione di massa, rispondo: dichiarare una guerra in suo nome!
Ma il governo spendeva nello stesso modo, allora come adesso. Effettivamente il gold standard è stato abbandonato durante la Grande Depressione (la maggior parte dei Paesi lo avevano abbandonato a partire dal 1932) e quindi i governi andarono verso dei sistemi di valuta c.d. Fiat, come fanno ora. La spesa è un semplice caso di accredito di conti bancari. Non c'entra nulla il risparmio interno, o comunque non serve a facilitare questo tipo di processo.
Inoltre, egli fa davvero mostra della sua ignoranza, quando dice che "gli Stati Uniti sono fortemente dipendenti dai prestatori stranieri". Riguardo a cosa esattamente? Beh, non per la spesa. Si può spendere ogni volta che lo si vuole, e, se necessario, si può alterare anche la legislazione, se questa costringe il governo a spendere in un modo particolare (cioè, dopo aver venduto obbligazioni), e ciò non dovrebbe mai essere un problema. Ma il governo degli Stati Uniti spende in dollari USA e il Giappone e la Cina non emettono tale moneta. La realtà è che i cinesi e giapponesi hanno fiducia nel consumatore americano per quanto riguarda  l'obiettivo di soddisfare il loro desiderio di accumulare attività finanziarie denominate in dollaro USA. Gli Stati Uniti non dipendono mai da prestatori stranieri per condurre le proprie iniziative fiscali. La questione della debolezza fiscale sull'economia esterna viene spesso trattata negli attacchi conservatori verso la politica espansiva. È totalmente inappropriata. Significa solo che il moltiplicatore della spesa è più piccolo (data la dispersione di importazioni) e quindi è richiesto un maggior impulso espansivo a causa di un dato divario nella domanda aggregata. Ciò che i conservatori stanno realmente dicendo, è che la dimensione assoluta dell'aumento del deficit sarà maggiore in un'economia aperta rispetto ad una economia chiusa, e ciò li spaventa. Poverini.  Vorrei raccomandare loro qualche “Terapia di Accettazione ed Impegno” per lenire le proprie menti. Il fatto è che la dimensione assoluta di un deficit non ha affatto significato da sola. In terzo luogo, le economie in tempo di guerra hanno richiesto alimentazione e razionamento per affrontare le difficoltà di approvvigionamento e per evitare focolai inflazionistici. Allo stato attuale, almeno Ferguson riconosce che i Paesi avanzati avranno diversi anni di un eccesso di capacità di assorbire, prima che possa presentarsi un pericolo inflazionistico molto pressante.  Ma Ferguson sostiene anche che alla fine l'inflazione arriverà: in passato quando le economie crescevano lentamente, questo pericolo si presentava molto lentamente. Ma arrivò sempre, poi, il momento in cui la creazione di moneta da parte della Banca Centrale innescò un aumento delle aspettative inflazionistiche.
Ci sono innumerevoli esempi storici in cui periodi di crescita trainata dalle misure di stimolo fiscale e monetario non hanno causato inflazione. L'idea delle aspettative inflazionistiche è interessante. Ferguson introduce quello che oggi è un approccio defunto alla macroeconomia. Anche i conservatori parlavano di ciò in passato, ma hanno abbandonato quest'idea, anche se in qualche modo i media ancora venerano quest'idea come un culto. Mi riferisco, appunto, al concetto delle aspettative razionali. Ferguson cita coloro che reputa veri professionisti per giustificare il suo allarmismo:
Nel 1981 l'economista americano Thomas Sargent ha scritto un articolo seminale per quanto riguarda "La fine di quattro grandi inflazioni". E' stato per molti versi l'epitaffio dell'era keynesiana. I governi occidentali (non ultimo il governo britannico) avevano scoperto la dura verità,e cioè che i deficit non li avrebbero salvati.
I rimedi drastici sono stati utilizzati a causa dell'inflazione a due cifre e dell'aumento della disoccupazione. Guardando indietro all'Europa centrale del 1920 ( un'altra era di esplosioni di debito indotto dalla guerra ), Sargent ha dimostrato che solo una politica con un "cambio di regime" abbastanza decisivo, avrebbe portato alla stabilizzazione, perché, secondo lui, anche solo questo potrebbe essere sufficiente per alterare le aspettative inflazionistiche.
Questo è un modo di pensare e di scrivere un po' disonesto.
Ma, per prima cosa, un po' di background. La letteratura delle Aspettative Razionali (Ratex), che si sviluppò alla fine degli anni '70, affermava che i tentativi della politica del governo per stimolare la domanda aggregata sarebbero stati inefficaci in termini reali, ma altamente inflazionistici.
Le persone (voi ed io) anticipano tutto ciò che la Banca Centrale o l'autorità fiscale stanno per fare e rendono tutto ciò neutro in termini reali (cioè, i cambiamenti politici non hanno nessun effetto reale). Ma i tentativi espansionistici porteranno ad un'accelerazione dell'inflazione, perché, in effetti, gli agenti (economici) prevedono questa conseguenza come un risultato, appunto, della politica e del costruire tale politica all'interno di determinati contratti.
In altre parole, non possono aumentare la produzione vera e propria con lo stimolo monetario, ma possono sempre causare inflazione. Si prega di leggere il mio blog - L'indipendenza della banca centrale - un altro ordine del giorno finto - per avere maggiori informazioni riguardo questo punto.
L'idea è che tutti capiscano la teoria quantitativa della moneta (DSS), che in simboli si scrive come MV = PQ. Questa formula significa che la massa monetaria (M)  per la velocità di circolazione in un dato periodo periodo (V), è uguale al livello dei prezzi (P) per la produzione reale (Q). Il pensiero mainstream assume che V sia fisso (nonostante empiricamente questo fattore si muova ovunque), e sostiene inoltre che Q sia sempre a livello di piena occupazione a seguito di rettifiche all'interno del libero mercato.
Quindi questa teoria nega l'esistenza della disoccupazione. Gli economisti più ragionevoli del pensiero mainstream (che probabilmente hanno bambini e che non possono ottenere un posto di lavoro al momento), ammettono che le deviazioni di breve periodo nelle predizioni della teoria quantitativa della moneta possono verificarsi, ma, nel lungo periodo, tutti gli attriti che causano la disoccupazione spariranno e quindi così si applica la suddetta teoria.
In generale, i monetaristi (il gruppo più recente che fa rivivere la teoria quantitativa della moneta) sostengono che con V e Q costanti, vi sono variazioni di M che causano alterazioni di P (che è l'assunto monetarista di base, ovvero che l'espansione dell'offerta di moneta è inflazionistica). Si dice che la crescita monetaria in eccesso crei una situazione in cui ci sia troppo denaro “a caccia” di troppi pochi beni, e  che l'unica regolazione possibile sia nominale (cioè l'inflazione). Uno dei contributi di Keynes è stato quello di dimostrare che la teoria quantitativa della moneta non può essere corretta. Egli ha osservato i cambiamenti del livello dei prezzi indipendenti dai movimenti monetari di approvvigionamento (e viceversa), e tutto ciò ha cambiato la sua percezione del modo in cui in realtà funzioni il sistema monetario. Inoltre, con alti tassi di capacità e di sottoutilizzo del lavoro in tempi diversi (compreso il tempo attuale) difficilmente si può sostenere in modo serio l'idea che Q possa essere un fattore fisso. C'è sempre la possibilità di adeguamenti reali (cioè, aumentando la produzione) per soddisfare la crescita nominale della domanda aggregata. Quindi, se gli aumenti di credito sono divenuti possibili e i mutuatari hanno utilizzato i depositi che erano stati creati dai prestiti concessi per l'acquisto di beni e servizi, è probabile allora che le imprese con una capacità in eccesso rispondano aumentando la produzione reale, al fine di  mantenere la quota di mercato. Inoltre i conservatori aggiungono anche altre aspettative per questa teoria. Quindi, una volta che c'è un' inflazione, le persone creano una prospettiva per poter continuare (aspettative) e per poi agire di conseguenza. Come si formano le loro aspettative? Questo è stato un lungo dibattito, ma per quanto riguarda la teoria delle Aspettative Razionali (Ratex) si è sostenuto che era ragionevole solo nel supporre che le persone potessero agire razionalmente e quindi utilizzare tutte le informazioni a loro disposizione. Quali informazioni hanno? La Teoria Ratex sostiene che gli individui (voi ed io), essenzialmente conoscono bene il vero modello economico che guida verso i risultati economici, e fanno delle previsioni accurate di questi risultati, con solo alcuni piccoli errori (casuali). Il valore previsto di tali errori è zero, quindi, mediamente, la previsione è accurata. Si presume che ognuno possa agire in questo modo e che ognuno possa avere questa capacità. Quindi noi tutti comprendiamo la TQM e capiamo che ogni volta che la Banca Centrale espande la base monetaria o che il Tesoro aumenta il deficit, vi sarà, poi, l'inflazione. Quindi "preannunciate" espansioni di politica o contrazioni, non avranno alcun effetto sull'economia reale. Ad esempio, se il governo annuncia che amplierà il deficit e che ci sarà l'aggiunta di nuovo denaro ad alto potenziale (HPM), bisognerà anche supporre immediatamente che tutto ciò sarà inflazionistico, e che non modificherà le nostre reali domande o offerte (quindi gli esiti reali rimangono fissi). La nostra risposta sarà quella di aumentare semplicemente il valore di tutti i contratti nominali e quindi di generare l'inflazione. Questo prevediamo noi attraverso le nostre aspettative. Questi “geni” hanno pensato che questa fosse una critica devastante contro l'intervento del governo. Hanno formato un culto attorno a leaders del calibro di Sargent, Lucas e Wallace, e sono stati compiaciuti in quel  frangente (primi anni '80). Io all'epoca ero uno studente laureando, e ad oggi, a tutti questi conservatori che vogliono fare il dottorato PhD klutzes, piacerebbe andare in giro con il libro del 1980 di Sargent sulla Macroeconomia e magari pensare di aver trovato un dio. Era un territorio vomitevole. Il libro di Sargent, a proposito, ha zero macroeconomia al suo interno. O qualsiasi altra cosa che sia riconoscibile come tale. Ma era la bibbia per i conservatori, anche se la maggior parte dei cultisti non riusciva a capire la matematica che Sargent era stato bravo ad utilizzare. Hanno falsificato il libro . Ho utilizzato questo libro così per ridere ad un workshop postgrad e la presa in giro migliore che ho potuto far loro (proveniente da un background di matematica), è stata quella di rivelare la loro totale ignoranza su alcuni assunti di matematica del libro di Sargent e degli altri libri. Non potete incolparmi per questo - ci si doveva divertire in qualche modo dato il materiale sterile che dovevamo sopportare! In ogni caso, Ferguson si riferisce al pezzo di Thomas Sargent del 1981 - Le estremità delle quattro grandi inflazioni, come ad un articolo "seminale" di lavoro piuttosto rilevante per la situazione attuale. Si può leggere l'articolo di Sargent negli Archivi NBER gratuitamente. Anche se, in realtà, non mi preoccuperei di farlo – si tratta di un articolo spaventosamente ingannevole. Sargent dice che la teoria Ratex: ... Nega il fatto che vi possa essere alcun impulso insito nell'attuale processo di inflazione . Con questo punto di vista si sostiene che le imprese e i lavoratori devono ormai aspettarsi alti tassi di inflazione in un futuro prossimo e che possano anche colpire occasioni inflazionistiche alla luce di queste aspettative . Tuttavia, si ritiene che le persone, in effetti, già si aspettano alti tassi di inflazione in futuro, perché comunque le politiche monetarie e di bilancio attuali e potenziali del governo, giustificano tali aspettative . Inoltre , l'attuale tasso di inflazione e le aspettative della gente per quanto riguarda appunto i tassi di inflazione futuri, sono caratteristiche che, in un primo momento, sembrano rispondere lentamente alle azioni isolate di politica monetaria e fiscale restrittive, che sono viste come una partenza temporanea da quella che viene percepita come una politica di governo a lungo termine e comportano una media elevata dei tassi di deficit governativo, e, anche, un' espansione monetaria futura. Così sembra che l'inflazione abbia una dinamica propria, ma, in realtà, la causa è la politica a lungo termine del governo basata sull' esecuzione persistente di ampi deficit e sulla creazione di denaro a tassi elevati; è tutto ciò che abbiamo appena detto che favorisce un aumento del tasso di inflazione (enfasi, in origine).
L'articolo di Sargent si riferisce a quattro iperinflazioni relative agli anni '20 in Austria, Ungheria, Germania e Polonia. I suoi esempi sono relativi ad una valuta fiat, dove l'espansione monetaria "è stata realizzata su una scala che ha portato ad un deprezzamento delle valute di proporzioni spettacolari". Si tratta di eventi estremi, relativi a circostanze particolari, che, nel 2010, non hanno nulla a che fare con alcuna Nazione avanzata.  Sargent sostiene che la soluzione della teoria Ratex  all'inflazione richiederebbe:
... Un cambiamento del regime politico: ci deve essere un brusco cambiamento nel continuum della politica governativa, oppure dovrebbe esserci una strategia, per l'impostazione dei deficit attuali e futuri, che sia sufficientemente vincolante, in modo da essere ampiamente credibile. Gli economisti, al momento, non possiedono delle teorie affidabili con veri modelli (empiricamente provati) che possano consentir loro di prevedere con precisione quali saranno i disagi (in termini di perdita di produzione e di occupazione) che seguiranno ad un tale cambiamento di politica governativa. Dal punto di vista del costo, una conseguenza potrebbe essere espressa in termini di produzione scontata, e per quanto riguarda l'arco di tempo entro cui ciò avverrà, dipenderà, in parte, da quanto sarà risoluto o meno l'impegno del governo. 


In questo modo si può vedere come i sostenitori dell'austerità partano sempre da questo punto di vista. Sono pieni di argomentazioni relative a queste aspettative razionali – quindi dicono che dal momento che prevedono tasse più alte per ripagare il deficit, allora dobbiamo risparmiare ora e, nel frattempo, le imprese commerciali prevedono tassi di interesse più elevati (presumibilmente a causa del debito pubblico) e quindi si rifiutano di investire. Quindi, in questo modo, sembra che i deficit abbiano spiazzato la spesa privata.
La loro soluzione: invertire i deficit (l'opzione di austerità) e improvvisamente tutto questa spesa privata repressa germoglierà e salverà l'economia dal diventare terra bruciata. Probabilità di successo: non vi è alcuna evidenza empirica che accerti ciò. Vi è, invece, un enorme “corpo” di evidenza empirica che afferma che ciò non accadrà.
Inoltre, i sostenitori dell'austerità, travisano anche la Ratex. Sostengono, infatti (come Trichet ha fatto l'altro giorno), che "sia un errore pensare che l'austerità fiscale possa essere una minaccia per la crescita e per la creazione di posti di lavoro". In questo modo stanno negando proprio ciò che diceva Sargent, ovvero che il blocco del sostegno fiscale sarà costoso e duraturo. Nell'utilizzare questo lavoro di Sargent, Ferguson sta anche portando i suoi lettori fuori strada. Ad esempio, Sargent osserva che:
Le misure essenziali che facevano bloccare l'iperinflazione in ogni Paese come Germania, Austria, Ungheria e Polonia, sono state, in primo luogo, la creazione di una Banca Centrale indipendente, che si è legalmente impegnata a rifiutare la richiesta da parte del governo di credito chirografario aggiuntivo e, in secondo luogo, una modifica simultanea al regime di politica fiscale. Queste misure erano interconnesse e coordinate tra loro. Hanno avuto l'effetto di vincolare il governo nel piazzare il proprio debito con dei gruppi privati ​​e con governi stranieri, che avrebbero valutato in base a se il debito fosse stato sostenuto, in modo sufficiente, da grandi imposte prospettiche relative alla spesa pubblica. In ogni caso che abbiamo studiato, una volta che si è compreso che il governo non dovrebbe fare affidamento sulla Banca Centrale per le sue finanze, l'inflazione è terminata e gli scambi si sono stabilizzati.
Siamo in grado tranquillamente di contestare la sua base teorica, ma il punto importante è che la situazione che Sargent descrive qui, cioè come arrivare ad una stabilità dell'inflazione (anche con una rapida crescita di moneta ad alto potenziale), è più o meno la situazione che esiste oggi.
I governi non prendono in prestito dalle Banche Centrali, e hanno il potere ultimo di riscuotere le tasse. Il punto è che io non penso che queste cose importino, ma, a quanto pare, secondo Sargent si. Quindi Ferguson sta utilizzando Sargent come un'autorità per spaventare gli “adepti” al di fuori dei suoi lettori, ma non riesce ad ammettere che la situazione attuale è, in realtà, proprio la situazione che Sargent descrive come stabile.
Anche i casi di studio di Sargent arrivano alla stessa conclusione. Si dovrebbe anche notare che, mentre Ferguson ha affermato che i keynesiani "sembrano non aver imparato nulla da tutto ciò che è successo nella teoria economica dopo la pubblicazione del loro bibbia", uno dei co-fondatori di Ratex, Robert Lucas, durante un'intervista del 1995, dopo aver ricevuto un Premio Nobel. Ha detto che (Fonte: Steven Pearlstein, "Economista di Chicago vince il premio Nobel: Lucas si è concentrato su questioni teoriche," San Jose Mercury News, Mercoledì, 11 Ottobre 1995, pag 4A.):


L'ortodossia keynesiana non è ancora stata sostituita da nulla.

Forse Ferguson non ha capito che la maggior parte dei principali sostenitori della teoria Ratex, l'hanno abbandonata perché era una bufala totale!
La Teoria Ratex resta una realtà solo per il nocciolo duro restante di alcuni cultisti, che sarebbero persi senza di essa. E ' stata esposta in molti modi diversi - sia in termini di concezione teorica che in termini di rilevanza empirica.
In un articolo del 1995 pubblicato sul Business Week - Commento: Grande Teoria ... finchè va - Michael Mandel stava commentando il premio Nobel di Robert Lucas (uno degli sviluppatori più influenti della teoria delle aspettative razionali). Mandel ha scritto che:

La rivoluzione della teoria delle aspettative razionali che ha aperto la strada a Lucas, ancora domina la  politica economica. La mancanza di volontà sia da parte dell'amministrazione Bush che dell'amministrazione Clinton di adottare misure forti contro la recessione del 1990-91 e le sue conseguenze, riflette l'influenza di Lucas e dei suoi colleghi. Nel 1994, il presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, ha suggerito che i tassi di interesse a breve termine avrebbero dovuto tenere bassi i tassi di interesse a lungo termine, dal momento che gli investitori avevano ridotto la loro aspettativa di un'inflazione futura. Si tratta quindi di un'idea legata molto al concetto delle aspettative razionali di cui parla Lucas.
Eppure ... la teoria delle aspettative razionali non è arrivata molto lontano. Purtroppo, i modelli costruiti sulle aspettative razionali non riflettono il mondo reale, così come non rispecchiano i vecchi modelli keynesiani che avrebbero dovuto sostituire...
La Teoria di Lucas porta ad alcune conclusioni sgradevoli. Da una parte, questa teoria implica che la maggior parte della disoccupazione sia volontaria, anche in periodi di recessione; un risultato che avrebbe sorpreso la maggior parte delle persone che cercano lavoro. Allo stesso modo, coloro che credono alle  aspettative razionali, finiscono spesso per sostenere che i cicli economici sono solo illusioni ...
Tuttavia, la vera tragedia delle aspettative razionali sta nel fatto che supporta una filosofia di inerzia del governo, in un momento in cui vi sono rapidi cambiamenti economici.


Il primo punto (difficile da capire) è che non vi è alcuna validità aggregata (macroeconomica) nella teoria Ratex. Questo discorso è stato approfondito in un altro blog, ma si riferisce alle intuizioni fornite dal teorema di Sonnenschein-Mantel-Debreu.
In termini semplici, ed estendendo maggiormente il concetto errato, in cui ciò che accade a livello individuale non rimarrà tale a livello aggregato, il teorema di Sonnenschein-Mantel-Debreu ci dice che, anche se tutti gli individui sono razionali e prendono decisioni in base alla teoria Ratex, le famiglie a livello aggregato non avranno lo stesso comportamento razionale. Quindi non vi è alcuna rappresentazione macroeconomica di questa teoria.
Ma poi la letteratura economica riguardo il comportamento delle persone, ha categoricamente dimostrato che la concezione Ratex relativa al processo decisionale umano visto come razionale e lungimirante, è totalmente sbagliata.
Chiaramente non è ragionevole credere che le famiglie e le imprese possano sapere più di tanto riguardo ciò che spinge verso determinati risultati economici. Del resto, anche se il mio blog, cari lettori, contiene probabilmente più informazioni rispetto a quante ne possediate voi, può prevedere con un margine di errore irrisorio, solo ciò che accadrà nei prossimi 12 mesi. Credete seriamente che la gente utilizzi la miriade di dati finanziari ed economici, che potrebbero avere a disposizione, per determinare ogni singola decisione di spesa che prendono?
Qualcuno, per caso, crede che le famiglie siano sempre razionali e perfettamente informate su tutti gli eventi attuali e futuri? Se si capisce la teoria Ratex allora ci si può rendere conto che per ottenere i risultati previsti, dovevano essere fatte delle ipotesi altamente surreali come questa. Nel momento in cui si sono “rilassati”, i risultati previsti non ci sono stati. In altre parole, questi risultati non hanno riscontro in nessun tipo di realtà nella quale vivano degli esseri umani.
Ferguson prova a collegare la teoria Ratex con alcuni eventi contemporanei:

L'evidenza deriva da alcune indagini fatte su entrambi i lati dell'Oceano Atlantico. La gente è nervosa a causa dei deficit con enormi dimensioni, simili a quelli di un conflitto mondiale, quando però non vi è alcuna guerra per giustificarli. Secondo un recente sondaggio pubblicato sul Financial Times, il 45% degli americani "crede che probabilmente il loro governo non sarà in grado di far fronte ai propri impegni finanziari entro 10 anni". I sondaggi relativi alla fiducia delle imprese e dei consumatori, dipingono un quadro simile, ovvero un incremento continuo di ansia.
Per porre rimedio a questi timori ci deve essere una sorta di cambio di regime politico, come ha detto Sargent 30 anni fa; un cambio di regime che i governi della Thatcher e di Reagan hanno implementato con successo. Allora, come oggi, la scelta non era tra lo stimolo fiscale e l'austerità. La scelta, infatti, è stata tra le politiche che aumentano la fiducia del settore privato e quelle che lo uccidono definitivamente. 

In primo luogo, queste sondaggi non significano nulla. Dove mostra Ferguson che queste risposte elettorali altereranno in modo fondamentale i comportamenti? E in quale direzione? E se davvero abbiamo creduto che ci sarebbe potuto essere un default, dobbiamo credere che ci sarebbe dovuto essere un accaparramento di cose reali e di oro, non comprando, invece, i titoli di debito governativi che crescerebbero di volume (e non saremmo stati in grado di ottenerne abbastanza). In secondo luogo, è interessante notare che Ferguson cita gli anni della politica di Reagan per giustificare la sua citazione del lavoro di Sargent. La mia idea relativa a quel periodo della storia degli Stati Uniti, è che nel luglio del 1981 gli Stati Uniti entrarono in recessione guidati da una politica monetaria restrittiva e la recessione ufficialmente si concluse nel novembre 1982. La recessione è terminata, ovviamente, perchè vi è stato un aumento dei deficit fiscali e ci sono stati tassi di interesse più bassi. Tutti i tipi di teorie dalla Ratex alla teoria di Chicago, sono state balistiche nel momento in cui il governo ha iniziato ad aumentare la spesa pubblica ed ha iniziato ad affermare che la politica sarebbe fallita, perché tutti gli agenti privati ​​avrebbero potuto, razionalmente, anticiparla, e costruire durante un aumento dell'inflazione dovuta al loro processo decisionale; e  infine avrebbero potuto ritirare la loro spesa. Si è previsto un rinnovato slancio di alta inflazione. Nonostante le loro previsioni, gli investimenti privati ​​e la spesa per i consumi sono aumentati. La Teoria Ratex e l' equivalenza ricardiana di Barro (sono tutte teorie collegate e tutte affermano che la politica sia inefficace) sono state smontate, perchè è stato dimostrato che non hanno applicazione nel mondo reale. La realtà è che l'inflazione è scesa nel 1983, così come l' economia si è ripresa. L'inflazione è scesa dal 10,3 per cento del 1981, al 3,2 per cento del 1983. I grafici seguenti riportano la storia dell'inflazione. Essi mostrano il livello del deficit federale (asse orizzontale) e del tasso annuo di inflazione degli Stati Uniti (asse verticale), dal gennaio 1982 al dicembre 1983.

US deficit inflation 1982 1983
La rapida espansione risultante durò per altri 7 anni! La recessione del 1990-92 negli Stati Uniti era un altro caso classico dove la RATEX/Ricardiana non è riuscita a predire cosa accadesse.


Inoltre, solo per curiosità, ho realizzato altri grafici relativi al deficit, agli aggregati monetari e all'inflazione degli Stati Uniti. Ecco ciò che è venuto fuori. Ho sempre cautela, cari lettori, nell'utilizzare dei diagrammi a dispersione che non "dimostrano" nulla. Non si può dimostrare niente con tali grafici, ma una qualsiasi teoria si potrebbe rivelare buona se supportata da questo tipo di diagrammi, visti semplicemente come un' indagine empirica introduttiva (ovvero, prima di tali grafici sono stati utilizzati degli strumenti statistici più sofisticati).
Il seguente grafico mostra il deficit annuale federale degli Stati Uniti (-) come percentuale del PIL (asse orizzontale) e mostra il tasso annuale di inflazione degli Stati Uniti (asse verticale) dal 1960 al 2009. I dati di bilancio provengono dall'ufficio di gestione e di bilancio degli USA, e i dati dell'inflazione provengono dal Dipartimento delle Statistiche di Lavoro degli Stati Uniti. La linea nera è una semplice regressione lineare.
Conclusione: non vi è alcuna relazione . Ho appena eseguito altri test formali di causalità, che confermano ciò.

US budget deficit inflation 1960 2009
Qual è la relazione tra l'inflazione annuale degli Stati Uniti e i diversi aggregati monetari? I grafici seguenti mostrano la variazione annuale M1, M2 e la base monetaria (dai dati della Federal Reserve), rispettivamente, dai pannelli di sinistra a quelli di destra (asse orizzontale), e mostrano il tasso annuale di inflazione degli Stati Uniti (asse verticale) a partire da gennaio 1960 fino ad agosto 2008. Mi sono fermato lì per escludere la rapida crescita degli aggregati monetari nel periodo corrente, che potrebbe distorcere il campione. L' aver incluso tali osservazioni estreme, che sono associate ad una bassa inflazione, rende le relazioni ancora meno distinte.
Ma soprattutto, non vi è alcuna teoria quantitativa di relazione monetaria in nessuna delle classifiche mostrate.

US monetary growth inflation 1960 2009
L'idea della teoria Ratex tutta relativa alle recessioni, è bizzarra. I sostenitori di tale teoria danno per assunto che, se diminuisce la domanda aggregata, la produzione, quindi, inizia a diminuire, e allora i lavoratori e le imprese saranno ingannati temporaneamente, e manterranno i loro salari e i prezzi troppo alti. Nel momento in cui si renderanno conto che i loro prezzi e salari sono troppo bassi e che l'economia viene accusata di recuperare il tutto sotto effetti di ricchezza (guidato dai prezzi più bassi), allora il ripristino della domanda dei salari più bassi, aumenterà la domanda di manodopera.
Il concetto è, in realtà, un sogno. A Milton Friedman, una volta è stato chiesto per quanto tempo un episodio deflazionistico dovrebbe essere mantenuto (tassi di interesse elevati), prima che le aspettative di inflazione vengano eliminate, e lui ha risposto “forse 15 anni”. Sembra che i lavoratori impieghino molto tempo per adeguare le loro "aspettative razionali".
Durante la recessione degli USA nel 1982, il tasso di disoccupazione saliva continuamente, fino al 1987, per poi tornare ai livelli precedenti la recessione. Quindi ci sono voluti sette anni ai lavoratori prima di capire di essere stati ingannati!
È chiaro che le recessioni non si verificano nel modo in cui vengono descritte dalla scuola “mainstream” delle aspettative. Durano troppo tempo e gli interventi di politica fiscale hanno sempre successo.
Così come ha osservato l'economista istituzionale degli USA, Michael Piore (1979: 10) :

Presumibilmente, vi è un livello residuo irriducibile di disoccupazione composta da persone che non vogliono lavorare, un tasso di disoccupazione che fluttua tra coloro che cercano posti di lavoro, e coloro che sono senza qualifica. Se esiste, infatti, tale livello residuo di disoccupazione, non è quello che abbiamo incontrato negli Stati Uniti. Non è mai accaduto, nel dopoguerra, che vi sia stato qualche intervento da parte del governo, che sia risultato inutile, perlomeno non quando il governo ha compiuto uno sforzo continuo per ridurre la disoccupazione. (enfasi in originale) [disoccupazione e inflazione, visione istituzionalista e strutturalista, ME Sharpe, Inc., White Plains] Una volta mi trovavo ad una conferenza come un giovane studente appena laureato nei primi anni '80 al culmine del boom relativo al culto della teoria Ratex. Robert Lucas e Thomas Sargent erano i nuovi “imperatori” relativi a questo culto e gli studenti più brillanti che avrebbero dovuto trovare cure per il cancro, sono stati spinti ad imparare ciecamente tutte queste sciocchezze. A un certo punto il famoso James Tobin ha tirato le somme dicendo che se ogni persona è razionale ed ha le stesse informazioni del governo, e usa lo stesso "modello" economico che i politici usano, allora ciò che si sta utilizzando è la professione economica. Se possiamo ottenere le eventuali previsioni economiche dal postino o anche attorno ai nostri tavoli da cucina, che cosa possiamo ulteriormente imparare studiando economia? (La teoria Ratex dice “nulla” - in questo modo bisognerebbe licenziare tutti gli economisti tradizionali dalle università). Perché dovremmo pagare agenzie specifiche per le previsioni economiche? (La teoria Ratex dice che sono inutili, perché noi sappiamo già che cosa stanno andando a produrre). Inoltre, lo stesso Lucas, qualche anno più tardi, ha abbandonato questo tipo di approccio all'interno della sua carriera, così come i difetti a livello logico ed empirico di questo approccio divennero poi evidenti. Solo i cultisti continuano a credere in questo metodo – così come Ferguson. La realtà ci dimostra che quando ci sono recessioni, la credenza tradizionale dell'efficacia del mercato e dell'inefficacia del governo, è totalmente priva di senso. Solo le strutture teoriche che riconoscono il ruolo centrale che ha la domanda aggregata nella determinazione del PIL reale e dell'occupazione, e che riconoscono il ruolo centrale della politica fiscale nella gestione della domanda aggregata, possono spiegare le recessioni in modo credibile - la loro incidenza, la loro durata e la soluzione finale.


Conclusione

E 'abbastanza deprimente ricordare questo tipo di letteratura. E’ stato un periodo davvero deplorevole di teorizzazione economica. E’ peggiorata anche se, quando i leader di questa specie di setta “Ratex” hanno abbandonato i loro adepti, hanno iniziato a sviluppare la teoria del ciclo economico reale. Era più che uno scherzo la teoria Ratex e morì poco dopo lasciando ancora alcuni membri della “setta” devoti che predicano questo mantra.
Fortunatamente la maggior parte dei capi veri e propri di quella teoria, sono più o meno tutti in pensione, ma ci sono ancora migliaia di cultisti là fuori alla ricerca di un nuovo guru. Raccomando una buona terapia per tutti loro.

E' abbastanza per oggi!


Autore: Bill Mitchell

Traduzione: Francesca Battistelli

Revisione: Aldo Scorrano